
- A4! -
- Mancato! _
- B2! –
- Colpito! –
- B3! –
- Colpito e affondato! Dannazione, era il mio ultimo cacciatorpediniere! -.
Quanti passi mossi dalla tecnologia digitale dai tempi beati delle battaglie
navali disputate a bassa voce, da un banco all'altro, su fogli a quadretti
strappati proditoriamente dai quaderni di matematica durante una noiosa lezione
di trigonometria.
Allora, il maggior rischio che si correva era una nota o un'interrogazione a
sorpresa, con annesso votaccio.
Oggi, una volta inserito il DVD di Battlestations Midway nel vassoio della
vostra grande X, invece, il pericolo maggiore è quello di non riuscire più a
smettere. Specialmente se come me siete cresciuti in un'epoca in cui la Seconda
Guerra Mondiale, raccontata in presa diretta da nonni e genitori, non era
considerata paleozoico ma passato prossimo, e i giochi d'infanzia molto spesso
si traducevano in battaglie sul pavimento della vostra cameretta tra orde di
soldatini Airfix o Atlantic o modellini di navi e aeroplani, pronti a rivivere,
qualche volta riscrivendo la storia, le epiche battaglie viste al cinema o in
televisione.
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Cacciatorpediniere giapponese sotto attacco. I B25 non
perdonano! |
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Un vecchio Devastator “fa la barba” ad un incrociatore nemico |
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”Allarme! Mettere la prua al vento! Decollo immediato!” |
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Ricordo ancora come fosse ieri l'emozione provata nel vedere al cinema, secondo
film in assoluto ad implementare l'allora innovativa tecnologia del Sensurround,
il kolossal hollywoodiano “Midway”, un filmone interpretato, tra gli altri, da
Charlton Heston, Henri Fonda, Toshiro Mifune, Robert Mitchum e James Coburn che
non ho timore di consigliare a chiunque di voi se lo sia perso. E' giunto il
momento, per noi “veterani” del pad e per i più giovani, di smettere di sognare
ad occhi aperti eroici decolli su allarme a bordo di un vecchio aerosilurante
Devastator dal ponte della Enterprise, pronti a scommettere la vita contro lo
sbarramento antiaereo di una portaerei giapponese. O altrettanto pericolose
missioni di scorta su un caccia Zero con il sole rosso della Marina Imperiale
dipinto sulle ali, per consentire ai bombardieri in picchiata di recapitare il
loro micidiale carico di morte. Battlestations Midway, gioco Eidos basato su
un'accurata ricostruzione storica degli eventi bellici che portarono la Guerra
del Pacifico ad evolversi dall'attacco a sorpresa a Pearl Harbor fino al “punto
di svolta” dell'epico scontro navale di Midway, appunto, prima grande sconfitta
giapponese dalla quale dipese l'intero esito della campagna successiva, rende il
sogno di tutti gli strateghi, aspiranti piloti navali o comandanti di marina
virtuali realtà.
In un unico gioco, disegnato e voluto più per il pubblico delle console che per
un'utenza PC solitamente più tecnicistica e assetata di realismo a tutti i
costi, vengono riunite le prerogative di un ottimo RTS e di un eccellente action
shooter, regalando ore di divertimento a chiunque abbia la minima pazienza di
giocare con attenzione il completo tutorial, dedicando poco più di una
mezz'oretta a familiarizzare con le meccaniche base di gioco. Il resto, infatti,
è divertimento puro. La campagna in single player vi farà indossare la divisa
cachi di un giovane ufficiale comandante americano di motosiluranti, coinvolto
negli eventi bellici all'indomani dell'attacco sorpreso alle Hawaii sferrato
dall'aviazione navale giapponese. Attraverso 11 missioni non sempre brevissime,
il vostro eroe dovrà scalare la gerarchia della US Navy fino a raggiungere la
qualifica di comandante di flotta, cui sarà affidato il coordinamento di un
complemento navale composto di unità di superficie e subacquee, incluse le
portaerei, squadroni di aviazione imbarcata o con base a terra, cantieri navali,
eccetera.
La carne sul fuoco, all'apparenza, è davvero tanta, al punto da poter intimidire
chi non ha grande dimestichezza con il genere RTS, preoccupato, magari, di non
riuscire a stare dietro a tutto, perso tra mille comandi, opzioni e incombenze.
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Uno stormo di B-25 sorvola un idilliaco atollo corallino |
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”Portaerei nemica avvistata! Ci vediamo all'inferno, Tojo!” |
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Un Hurricane inglese deciso a “familiarizzare” con il nemico |
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In realtà il gameplay, dopo le inevitabili incertezze dettate dall'esperienza
iniziale, si snoda senza incidenti permettendo a tutti, salvo i più refrattari e
impazienti forse, di ottenere velocemente ottimi risultati, al punto di giungere
in un massimo di sei-otto ore alla fine della campagna in solitario.
Nel mentre, però, scordatevi la noia, coinvolti nella pianificazione e gestione
tattica della flotta in tutte le sue componenti attraverso una dettagliata mappa
di teatro aggiornata dinamicamente dallo spostamento delle unità vostre e
nemiche. In qualsiasi momento del gioco, qualora non vi sentiate troppo tagliati
per comandare scrivanie ingombre di mappe, siete liberi di trasferirvi
all'istante sulla plancia di una qualsiasi delle vostre navi (o sommergibili) o
nel cockpit di un apparecchio da caccia o da bombardamento, pronti a compiere
con le vostre mani il “lavoro sporco”.
Va detto ad onor del merito che l'IA del gioco svolge il suo lavoro così
egregiamente da consentirvi di gestire almeno il 75% dei compiti dalla mappa
tattica. Difficilmente una vostra unità mancherà di ottemperare ai compiti
assegnatigli o si dedicherà a comportamenti illogici e magari autolesionistici.
Sarà la smania d'azione, più che l'effettiva necessità, a spingervi ad assumere
il controllo diretto di una o più unità per cimentarvi nell'uso diretto dei
sistemi d'arma contro il nemico. E la cosa, vista la spiccata impostazione
arcade accessibile a tutti dei controlli di tutti i mezzi coinvolti, non
mancherà di regalarvi gratificazioni e sorrisi a trentadue denti.
Dove il titolo manca qualche colpo, invece, è nel comparto tecnico, afflitto da
una grafica che non sempre, forse per colpa dell'estensione delle mappe e dalla
quantità delle variabili in gioco, esenti da pause di ricaricamento, si mostra
all'altezza della situazione.
Se alcune texture di mezzi e locazioni sono convincenti e accurate, altre
invece, afflitte da imprecisioni, pop-up ed inspiegabili compenetrazioni,
lasciano intuire qualche svista in sede di postprogrammazione e test, magari
dovute alla fretta d'uscire sul mercato.
Stessa cosa dicasi per la colonna sonora. Abbiamo trovato un po' troppo
ripetitivo il fraseggio via radio durante le missioni, mentre le musiche e gli
effetti di esplosioni e così via riescono a raggiungere a malapena la
sufficienza. Soprattutto nel comparto effetti speciali, ci sarebbe piaciuto
vedere qualcosa di più in termini di spettacolarità, anche se evidentemente la
Eidos ha preferito evitare fronzoli giudicati forse eccessivi per un RTS, sia
pure action oriented.
L'implementazione del multiplayer, al contrario, riesce davvero a fare la
differenza, giustificando con la sua aggiunta di longevità il prezzo pieno di un
gioco la cui campagna in solitario rischia di lasciare con la bocca amara e la
pancia mezzo vuota il pubblico dei gamer maggiormente hardcore.
Né riescono a sopperire le Sfide, missioni aggiuntive da giocare in single
player per le quali, tuttavia, gli sviluppatori mostrano di aver preso la
definizione alla lettera, implementando un livello di difficoltà in grado di
mettere a dura prova la pazienza di chiunque non abbia scelto una vita da asceta
in un tempio Shaolin.
E allora giocatelo online, infierendo verbalmente, sempre nei limiti della buona
educazione mi raccomando, per ogni incrociatore che affonderete alle vostre,
fino a quattro per schieramento, controparti umane, sparse per il mondo e
riunite virtualmente, per il tempo effimero di una partita, attraverso l'ormai
sperimentato servizio Live. Ci prenderete gusto, vedrete, al punto
d'affezionarvici. E tra provocazioni, attacchi a sorpresa, vittorie e rovesci
della sorte, sembrerà anche a voi, per molte ore a venire, di rivivere,
moltiplicato molte volte, il divertimento ingenuo e autentico di quelle
battaglie navali scolastiche disputate su semplice carta a quadretti.
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Ci hai provato, amico! |
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Quella dannata sta affondando. Una corazzata in meno per
l'imperatore! |
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Scambio di “cortesie” a distanza ravvicinata tra le due squadre
navali |
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