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Giappone, era feudale: l'impero è diviso in numerosi
territori, ciascuno dei quali governato da un signorotto locale. La guerra
totale è alle porte: solo uno di questi può sperare di arrivare al rango di
Shogun, e l'unico modo è quello di sconfiggere e soggiogare, coi propri generali
e le proprie truppe, tutti gli avversari. La saga di Samurai Warriors, che molto
prende dalla sorella maggiore Dynasty Warriors (ambientata in Cina), in due
episodi ha già narrato in chiave videoludica le battaglie che ci sono state
tramandate della storia giapponese: ora è giunto il momento della versione “Empires”,
ossia dello spin-off strategico della saga. Fondamentalmente, il gioco
consisterà nell'assumere il controllo non già di un singolo personaggio ma di
uno dei vari clan che parteciparono alla guerra, e di combattere una battaglia
dietro l'altra cercando di raggiungere la conquista totale del territorio.
La programmazione strategica verrà svolta all'inizio di ogni turno di gioco
(rappresentante una stagione): tenendo presente davanti a noi la mappa del
Giappone con la disposizione (perlomeno quella nota) delle varie truppe e
fazioni, saremo chiamati a decidere quanti e quali provvedimenti strategici o
logistici assumere. La quantità delle “azioni” che potremo compiere dipenderà in
primis dalla vastità del nostro dominio, ma anche dal denaro che potremo
spendere: un buon modo per aumentare le proprie “azioni” sarà quello di
consultarsi coi generali, giacché così facendo potremo arrivare a compierne
anche il doppio rispetto alla scelta personale. Queste azioni strategiche vanno
dalla proscrizione di soldati per rimpinguare le nostre schiere, al tentativo di
assumere nuovi generali, allo sviluppo di armi o risorse naturali,
all'assunzione di truppe d'elite, o infine alla formulazione di tattiche
particolari da utilizzare poi nel pieno delle battaglia.
Ma una guerra, ovviamente, non si vince solo con la strategia: questa fase, per
quanto delicata e degna della massima attenzione, è solo il proemio alla
battaglia vera e propria, nella quale il giocatore avrà il compito di guidare in
prima persona un singolo generale (scelto all'inizio della specifica battaglia e
non per tutta la guerra) secondo le modalità proprie del “classico” Samurai
Warriors. Per i digiuni dei picchiaduro guerreschi Koei, diremo che gli eroi a
nostra disposizione saranno in effetti delle macchine da guerra assolutamente
fuori scala per i soldati comuni, e che potranno essere messe in difficoltà
(ovviamente) solo dalle controparti nemiche. Ancora una volta, i controlli
consisteranno in attacco veloce, attacco potente, salto, parata (le combo di
questi si sprecano) e attacco “Musou”, la tipica supermossa che ci rende anche
temporaneamente invulnerabili ma che per essere utilizzata necessiterà che
l'apposita barra sia stata riempita a furia di abbattere nemici.
Prima di cominciare la conquista, occorre avere le idee chiare
Nella mappa strategica prenderete tutte le decisioni tra una
battaglia e l'altra
Consultarvi con i vostri generali vi permetterà di effettuare
due azioni per turno, ma raramente saranno entrambe al 100% di
vostro gradimento
A questi controlli si aggiungono i comandi per le
truppe: dopotutto il nostro eroe è il comandante in capo della forza d'attacco
(o di difesa) e sua sarà la responsabilità delle gestione di tutte le truppe,
compresi gli altri generali. I comandi si limiteranno comunque a “attaccate”,
“difendete le basi”, “soccorretemi” e “agite autonomamente”.
Le varie mappe saranno decisamente più “lineari” rispetto a quanto visto nel SW
standard: sono infatti stati eliminati tutti i vari eventi-storia, lasciando al
massimo la presenza di alcune strutture difensive (ad esempio, cannoni). Lo
scopo delle missioni sarà fondamentalmente quello di conquistare le basi
avversarie, fino al raggiungimento del quartier generale e la sconfitta del loro
comandante, cercando contemporaneamente di difendere le proprie. Durante la
battaglia potremo anche attivare le varie “formazioni” o altre tattiche
acquisite nella fase di programmazione strategica, rendendo pertanto lo scenario
più ponderato di un semplice “vai e picchia”. Un importante elemento, che ad
esempio mancava in DW4Empires, è la possibilità di affidare il controllo di uno
dei propri generali ad un secondo giocatore, rendendo pertanto il titolo in
tutto e per tutto giocabile in MultiPlayer.
Questi dialoghi tra personaggi aggiungeranno un po' di colore
alla vicenda
Nella mappa tattica della singola battaglia potremo osservare la
situazione e attivare le varie strategie
Ed eccoci in mezzo alla mischia: imparerete ad odiare molto
rapidamente i “Base Captain”
Tecnicamente, Koei si aggrappa ancora una volta al concetto che “squadra che
vince non si cambia”: considerando il fatto che il gioco è uno spin-off, è
comunque più che normale il fatto che sia stato realizzato “riciclando” al 99%
le risorse del titolo di base. Rimane comunque ferma la presenza di un gran
numero di modelli 3D perennemente presenti su schermo, tutti tra l'altro con un
dettaglio rimarchevole sia nel numero di poligoni, sia nelle textures, sia nelle
animazioni, senza che la PS2 soffra mai di un momento di titubanza, neppure
quando gli attacchi speciali e con essi i relativi effetti di luce si susseguono
fulminamente. Il dettaglio è rimarchevole soprattutto nei modelli dei personaggi
e dei generali, mentre naturalmente cala nelle truppe comuni, ed è un peccato
che non ci sia ombra di un minimo di antialiasing, ma d'altronde raramente su
PS2 abbiamo potuto apprezzarlo. Anche il parco audio riprendere pari pari le
musiche di SW2, ma a queste aggiunge perlomeno un non indifferente database di
dialoghi che i personaggi intessono prima delle battaglie, tanto tra alleati
quanto tra avversari. Il gioco è interamente in Inglese.
La giocabilità è piuttosto immediata: all'inizio della campagna le decisioni
strategiche sono molto limitate, e insieme con un sistema di controllo alla fin
fine intuitivo si può cominciare subito la conquista senza troppe
preoccupazioni. In seguito le cose si fanno più delicate e complesse, ma
l'incremento degli elementi è comunque graduale e non spaventa nessuno.
L'opzione MultiPlayer regala molto al divertimento, così come la possibilità di
giocare delle piccole campagne “locali” autoconclusive che possono poi evolversi
nello scontro su scala nazionale. La difficoltà non va presa alla leggera, però:
se è vero che ai livelli più bassi gli scontri sono decisamente facili, verso la
fine degli scenari tendono a diventare più impegnativi; a difficoltà intermedia
sarà necessaria da parte vostra una certa esperienza per trionfare, oppure
personaggi “pompati” importati da partite precedenti. Alle difficoltà superiori
questi ultimi saranno a dir poco indispensabili data la differenza di potenziale
tra gli ufficiali alleati e quelli nemici.
La longevità è garantita dalla possibilità di giocare molti scenari differenti e
con diversi punti di partenza, nonché con diversi personaggi, non ultimi quelli
creati con l'editor (sebbene, salvo qualche variazione, risultino poi essere
delle copie sfuocate di quelli di default). Possiamo pertanto dire che questo
Samurai Warriors 2 Empires costituisce un titolo valido per tutti gli
appassionati di battaglie Koei, soprattutto per coloro che hanno giocato fino
alla nausea il gioco di base e cercano qualcosa di un po' differente, oppure per
coloro che non hanno avuto modo di provare gli spin-off di DW4 e DW5.
Consigliato anche a coloro che apprezzino un buon connubio tra strategia di
breafing e battaglie caotiche, ma l'innovazione vera e propria ed il capolavoro
sono ben lontani.
Fonte: : gamesurf.tiscali.it
Aggiunto: May 31st 2007 Recensore:Xbox360 Voto: Hits: 575 Lingua: italian